we never change . coldplay
io dico che da un viaggio non si ritorna mai.
ma si riparte,
sempre. places that pull (via strepitupido) (via ciclotimia) (via clairefisher)

… ci si nutre di piccoli gesti.
Una tazza calda da tenere tra le mani, un libro malinconico che coccola con le sue parole e un sms inaspettato che riesce a strappare un timido sorriso e a farmi sentire meno sola.
Melissa non è una ragazza, non è ancora un luogo, ma sarà un posto o meglio un negozio o meglio uno spazio di fantasia. L’ho incontrata per caso sul web (un click sbagliato, lo ammetto) e me ne sono innamorato a primo schermo leggendo queste righe, quelle con cui si presenta, dimostrando che le parole contano e squarciano come le emozioni:
Tazze da tenere con due mani, frasi lette ad alta voce, una spezia che non sapevi, ti ci devo portare, appena l’ho visto ti ho pensata, che bella luce, tovaglia a quadretti sull’erba, polaroid sbiadita, odore di lenzuola stese al sole, orecchini di ciliegie, lista dei desideri, ti ricordi? mescolare quanto basta, vorrei mangiare questo odore, un bel gioco dura poco? taccuino di viaggio, spazzolino per gli ospiti, al concerto di Dente ci andiamo in bici, dita gusto mandarino, il barone rampante, ennesima scatola di latta comprata al balun, baciare le lettere prima di imbucarle, dì di sì, bustine di lievito, rullini scaduti, annusare i libri, pastelli a cera, beauté ordinaire, io porto la torta di mele, volavolavola, buenos aires, carta da parati e mattoni a vista, e andando nel sole che abbaglia, paneburroezucchero, hai mai letto Cortazar? e Foer? barattoli, essere felici in pubblico, me and you and everyone we know, ti disegno come me lo sono immaginato, si vince sempre buon divertimento, fai come se fossi casa tua, entra pure, scusa il disordine.
Da queste parole appiccicate su FlickR dove tiene il suo diario di crescita fotografico
sono finito sul sito di Melissa, dove in realtà ancora non c’è nulla, solo lo spirito di quello che sarà.
E così nel più totale mistero ho scritto a quella mail info che mi ha tanto incuriosito… e ho scoperto Valeria (che se non fosse stato per i gusti di suo padre si sarebbe chiamata Melissa) e i suoi sogni seminati nel futuro negozio che sta costruendo. Cosa venderà di preciso in questo negozio non lo so e neppure l’ho chiesto… sinceramente non mi interessa, voglio scoprirlo assieme a lei, a queste foto che cresceranno ogni giorno nel diario, sicuro, come mi ha scritto Valeria che mi aspetteranno “solo sorprese genuine”.
ps: Melissa sarà a Torino e io ho già “vinto” le sue caramelle in regalo… sono il primo ad aver bussato alla sua porta… anche se sto a Udine ;)




